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Come superare la paura dell’ascensore? La storia di Martina

Aggiornamento: 12 dic 2023


come superare la fobia dell'ascensore

Oggi voglio parlarti di un concetto per me fondamentale nel mio lavoro, la psicologia scientifica e i metodi evidence based, ma sapendo che l’argomento non è spesso di facile comprensione allora te lo voglio spiegare raccontandoti la storia di Martina che aveva la fobia dell’ascensore.


Con questa storia capirai come mai lo psicologo non fornisce consigli ma usa la scienza e la ricerca sperimentale per offrire solo metodi efficaci per esseri umani ai propri pazienti.


Come superare la fobia dell’ascensore da soli


  • Come superare la paura di volare da soli?

  • Come gestire l’ansia di un colloquio di lavoro da soli?

  • Come superare la bulimia da soli?

  • Come riprendere a guidare dopo un incidente da soli?


Queste sono solo alcune delle domande che le persone cercano su internet per risolvere i propri problemi psicologici da soli e solitamente trovano soluzioni che raggrupperei in 3 categorie:



  1. Mettere in atto consigli di parenti e amici, che non hanno quel problema e quindi raccontano con quale semplicità lo facciano loro invitando ad imitarli.

  2. Chiedere a persone che avevano lo stesso loro problema come hanno fatto a risolverlo e utilizzare lo stesso modo.

  3. Andare in terapia da uno psicologo psicoterapeuta, meglio se specializzato nel problema specifico.


Ognuna di queste 3 possibilità possiede probabilità di funzionare molto differenti, alcune bassissime, altre elevatissime, perché sono basate su metodi diversi:


  • Metodo per prove ed errori

  • Metodo della psicologia ingenua

  • Metodo della psicologia scientifica e della psicoterapia evidence based

Martina si è trovata nella stessa situazione con la sua paura dell’ascensore: vediamo insieme la sua storia.


Come superare la paura dell’ascensore: la storia di Martina


paura dell'ascensore paura delle altezze paura dei luoghi stretti

Martina era una donna di quarant'anni che aveva una grande paura degli ascensori. Anche solo pensare di salire su uno di essi le faceva tremare le gambe e provare una sensazione di soffocamento. Nonostante il fatto che fosse una donna estremamente attiva e che amava fare sport e viaggiare, non riusciva a superare quest'ansia che la limitava notevolmente nella vita quotidiana.


Ogni volta che doveva affrontare un edificio con più di tre piani, Martina entrava in agitazione e saliva le scale a piedi, anche se fossero stati decine gli scalini da percorrere. La sua paura diventava così intensa da farsi notare da tutti coloro che le stavano intorno, così che amici e familiari le davano consigli su come superare questa difficoltà.


"Prova a respirare lentamente" suggerì il fratello maggiore Manuel "così ti tranquillizzi e entri in ascensore."


Martina ci provò, ma quando si trovò davanti all’ascensore inizio a mancarle l’aria, a sentirsi estremamente in ansia e non riuscì a respirare lentamente, quindi rinunciò.


Qualche giorno dopo "Lasciati distrarre divertendoti, concentrandoti sulla musica o sulle tue passioni" consigliò l'amica del cuore Francesca "Se non pensi alla cosa non la temi più".


Martina ci provò, andò davanti alla porta dell’ascensore e iniziò a pensare alla pallavolo, che amava molto…. Peccato che quando la porta dell’ascensore si aprì la sua mente fu inondata di immagini e pensieri catastrofici come restare chiusa in ascensore, soffocare e via dicendo e non riuscì minimamente a distrarsi pensando alla pallavolo, così rinunciò.


Anche la nonna Rosa, che aveva sempre dichiarato di non avere nessuna paura, si unì alla discussione dicendo: "Non preoccuparti cara, fai un piano alla volta, goditi l'esperienza e pensa che alla fine ci saranno sempre le scale."


E infatti Martina continuava a salire piani e piani di scale… in questo modo continuava ad evitare la sua paura senza mai superarla.


Ma, quando nulla sembrò funzionare, Martina decise di cercare la soluzione tra quelle persone che avevano vissuto la stessa paura. Trovò così una comunità online di persone che condividevano il suo timore degli ascensori e decise di contattarne alcune per conoscere le loro esperienze.


"Solitamente io mi concentro su un punto fisso di fronte a me, come una quasi fissazione" raccontò una ragazza della comunità "non mi permetto di guardare attorno e di concentrarmi sugli altri passeggeri".


Un ragazzo, invece, raccontò che "immaginare situazioni surreali mi cambia il pensiero dall'angoscia per l'ascensore. Ad esempio, immagino che tutto intorno a me diventi floreale o che io stia volando sull'ascensore".


Martina iniziò a pensare che ogni persona aveva trovato un modo diverso di affrontare la propria paura e si sentì un po’ persa: “Quale sarà il metodo giusto per me? Devo davvero provarli tutti e procedere per prove ed errori”?


Inoltre scoprì che c’erano tante persone che avevano provato modi diversi senza mai trovare la soluzione e alla fine avevano rinunciato a superare il problema. “Lascia perdere, non si guarisce mai, io mi sono rassegnato. Usa le scale, puoi vivere anche senza salire su un grattacielo.”


Martina non voleva rinunciare a prendere l’ascensore e riprese coraggio dalla condivisione delle esperienze degli altri e decise che avrebbe dovuto provare ad applicare uno di questi trucchi nella vita di tutti i giorni.


Ci provò ma anche guardare un punto fisso o immaginare fiori non la aiutò ad affrontare quel benedetto ascensore.


Era piuttosto sfiduciata e provata. Erano passati alcuni anni facendo prove ed errori e iniziava a pensare che non avrebbe potuto far altro che rassegnarsi.


Ma un giorno, continuando a cercare soluzioni su internet, trovò un video di uno psicologo che usava un metodo scientifico per superare le fobie e la sua paura dell’ascensore.


“È l’ultima spiaggia, non mi resta che provare! Se non funziona neppure la psicoterapia allora rinuncerò per sempre”.


E così si affidò alla psicologia scientifica e ai metodi evidence based (te ne parlo alla conclusione della storia).


In terapia lo psicoterapeuta usava l’approccio cognitivo comportamentale, un metodo che prevede un protocollo scientifico, ovvero un insieme di tecniche e strumenti specifici per ogni problema messo a punto da un’équipe di psicologi ricercatori.


E non solo. C’era anche un ordine preciso in cui usare queste tecniche ed era previsto anche un breve periodo di allenamento in studio nell’utilizzo di questi strumenti prima di affrontare l’ascensore dal vivo.


E soprattutto, il percorso evolveva in maniera graduale e seduta dopo seduta Martina si sentiva sempre più in grado di gestire la propria paura e sempre più padrona degli strumenti che il terapeuta gli forniva.


Man mano che la terapia procedeva scoprì che alcuni dei consigli ricevuti dai conoscenti erano “quasi giusti” ma erano usati in modo sbagliato, con l’ordine scorretto e senza padroneggiare lo strumento prima di utilizzarlo.


Ad esempio "Devi imparare a respirare lentamente, inspirando e espirando profondamente mentre sali sull'ascensore" aveva suggerito il fratello maggiore Manuel "potrebbe farti sentire calma e rilassata".


Questo consiglio riguardava una tecnica di rilassamento che viene utilizzata in psicoterapia ma non è efficace se utilizzata come suggerito: bisogna prima apprenderla nel modo giusto, poi allenarsi a padroneggiarla, poi usarla in situazioni protette e poi infine sull’ascensore, ecco perché non aveva funzionato!


Inoltre il terapeuta si era accorto di un piccolo trauma psicologico che Martina aveva subito nel suo passato, riguardo a trovarsi in un luogo stretto e angusto da cui era stato molto difficile uscire.


Per cui, prima di andare avanti con il protocollo contro le fobie, il terapeuta aiuta Martina a riprocessare quell’evento traumatico e a sbloccarsi in modo da superare quel trauma grazie al metodo EMDR. Da quel momento Martina poté lasciar andare il suo senso di impotenza e accolse un senso di padronanza e di libertà, necessario per continuare la terapia.


Il terapeuta le insegnò anche dei metodi distrattivi basati sulla Mindfulness ed immaginativi per gestire le proprie emozioni che sono validi ed efficaci, ma solo se integrati in un piano terapeutico, nell’ordine e gradualità opportuna e non usati in modo estemporaneo e senza metodicità.


Respirare è l’attività più fisiologica del mondo, ma sapevi che esistono dei modi di respirare che agiscono sul nostro sistema nervoso? Non è il respiro la tecnica magica, ma è il modo in cui lo usiamo. A volte serve per meditare, a volte per calmarsi, insomma, la questione non è banale.


Per concludere la storia di Martina sappi che dopo un percorso strutturato e personalizzato la donna riuscì a salire un primo piano con l’ascensore e poi 2, 3 , 4 e così via!

Finalmente aveva trovato il modo per superare la paura dell’ascensore in pochi mesi e si sentiva finalmente libera e padrona di sé.


Se desideri un maggior approfondimento sul metodo scientifico che uso in terapia puoi consultare l’articolo: Psicologia Scientifica e metodi evidence-based che pubblicherò la prossima settimana.



Come superare la fobia dell’ascensore secondo la psicologia ingenua


psicologo per paura dell'ascensore

In questo paragrafo ti voglio parlare di come superare la fobia dell’ascensore (la paura degli spazi chiusi o la paura delle altezze) secondo la psicologia ingenua, ovvero non scientifica.


Ecco alcuni assunti della psicologia ingenua:


“Siamo tutti un po’ psicologi”


Chiedere consigli a parenti parenti e amici è umano, credo sia abbastanza normale farlo.

Di solito le persone che ci vogliono bene cercano di aiutarci ma il problema è che tendono a dare consigli senza avere le competenze necessarie per curare dei problemi psicologici.

Quindi la persona che ha il problema inizia un cammino di tentativi che io chiamo “per prove ed errori”, un cammino potrebbe essere lungo e tortuoso, frustrante e infine inefficace perché potrebbe non trovare mai la soluzione e perdere la speranza nella possibilità di guarire.


"Dottor Google risolve tutti i problemi"


Anche cercare informazioni su internet è abbastanza scontato nella nostra era digitale.

Per fortuna i motori di ricerca hanno messo a disposizione tantissima informazione che decenni fa era difficile reperire e questo è sicuramente un vantaggio.

Per contro oggi si pone il problema dell'eccesso di informazioni: su internet si trovano informazioni di tutti i tipi, spesso contrastanti e fornite da chiunque, a partire dall'esperto di quell'argomento a colui che esprime il suo parere senza alcuna competenza in merito.

In questo caso bisogna imparare a distinguere le fonti: accettare consigli su come combattere ansia, fobie o disturbi alimentari su un sito di ricette di cucina o sul profilo di una insegnante di francese ti sembrerebbe una fonte affidabile?

Sui siti "poco affidabili" vengono spesso proposti o venduti metodi che non sono mai stati testati in modo scientifico, mentre sui siti affidabili per la salute mentale ogni metodo di cui si parla è seguito da un'indicazione del tipo "si consiglia di rivolgersi ad un professionista qualificato ed esperto per un trattamento personalizzato".

E’ per questo motivo che lo psicologo non da consigli ma usa metodi e strumenti scientifici.


“Io l’ho risolto così, fai come me”


Confrontarsi con persone che hanno già risolto lo stesso nostro problema fa bene perché ci fa sentire meno soli e ci da una speranza di poterlo affrontare, come avviene nella terapia di gruppo. Ma per alcune difficoltà i vantaggi finiscono qui.

A volte ci imbattiamo in persone che invece non hanno trovato il metodo giusto per risolverlo e quindi uccidono le nostre speranza e ci passano l’errata convinzione che “non si guarisce, con certi problemi o pensieri bisogna conviverci tutta la vita” . Non è vero, sono solo convinzioni di chi ha cercato la soluzione per prove ed errori e alla fine ha rinunciato perché è stato troppo faticoso e poco efficace.

Quando persone che non hanno maturato competenze professionali in psicoterapia ci offrono il loro aiuto (magari a pagamento) basato sulla loro esperienza personale stanno commettendo un grave errore: ciò che ha funzionato per te potrebbe non funzionare per me perché abbiamo una storia di vita diversa (come nel caso di Martina che aveva un piccolo trauma in quell’ambito).

Capita spesso che io legga di persone che non hanno niente a che fare con la psicoterapia ma che dicano: “Ecco come ho superato le abbuffate, ti aiuto a farlo” ma la probabilità che funzioni è davvero bassa perché il metodo potrebbe essere incompleto e non personalizzato.

Tutti questi modi di risolvere i problemi psicologici sono basati sull’esperienza personale quindi negano le differenze individuali, ovvero la storia di vita che un individuo ha avuto prima di sviluppare la fobia dell’ascensore, un disturbo alimentare o un’ansia patologica.


La psicologia scientifica e la gli approcci di psicoterapia efficaci, invece, integrano alla scienza l’assunto che non esista un individuo uguale ad un altro e che ogni piano terapeutico necessiti di essere personalizzato.



Le nuove frontiere della psicoterapia per superare ansia, fobie e ossessioni



Negli ultimi anni sono nate nuove tecnologie che aiutano a superare le fobie, l’ansia o le ossessioni in un modo ancora più potenziato e più graduale e di cui puoi trovare tutte le info alla pagina "Psicoterapia VR contro Ansia Fobie e Ossessioni"



Lo psicologo specializzato in fobie come la fobia dell’ascensore, la paura di volare o la paura di guidare.


Se desideri affrontare la tua fobia o altre difficoltà, rivolgiti ad uno psicologo che utilizza metodi scientifici ed efficaci, è la scelta migliore che puoi fare.


Puoi prenotare la tua prima consulenza con me in studio a Milano oppure online.






Se hai domande su questo argomento, puoi contattarmi o condividere le tue impressioni qui sotto, sarò felice di leggerti.

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Zaira Salemi

Psicologa Psicoterapeuta

A Milano e Online










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